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Aerei, disabili e/o minori: quando il genio diventa sregolatezza

Ryanair, il suo "patron", la rincorsa al vil denaro e l'intervento -giusto- dell'Autorità preposta

Un accompagnatore di minori o di disabili, non deve pagare come supplemento la prenotazione del posto accanto al bisognoso d'assistenza: lo ha scritto Enac a chiare note nel suo provvedimento d'urgenza di metà agosto

Qualche giorno fa, l’unica entità in campo aeronautico che funziona in questo Paese, ovvero l’Enac (Ente nazionale aviazione civile), ha “sacrosantemente” deciso di sanzionare Ryanair per una vicenda che ha del grottesco. La compagnia irlandese infatti, non permette a chi sale sui propri aerei con minori o con persone invalide di poter avere il posto accanto a questa tipologia di passeggeri bisognosi di assistenza, se non dietro pagamento di un corrispettivo. 

Ryanair come è noto ha avuto l’abilità negli anni di fare delle cosiddette ”ancillary” una notevole fonte di ricavo. Per chi non lo sapesse, si definiscono ancillary tutte quelle tipologie di beni e servizi che sono accessori al viaggio e che non sono inclusi nel prezzo del biglietto, soprattutto con riferimento ai Low-cost carrier (Lcc). Così come l’eccesso di bagaglio -o la stampa della carta d’imbarco in aeroporto, o anche una semplice bottiglietta d’acqua-, anche l’assegnazione del posto desiderato per Ryanair è considerato un accessorio della tariffa, per cui se l’utente vuole sedersi in una specifica area dell’aereo lo può fare solo pagando. Sin qui non c’è assolutamente nulla di sconcertante, in un libero mercato che ormai da anni vive di concorrenza come è quello del trasporto aereo dal deregulation act in poi, la compagnia irlandese ha l’assoluto e sacrosanto diritto di gestire per come meglio crede i rapporti commerciali con i propri utenti, che a giudicare dai numeri non si creano certo il problema di pagare queste ancillary visto che ormai da diversi anni Ryanair è la regina incontrastata del mercato italiano. 

Questa vicenda credo esprima come non mai la dicotomia sempre più marcata nel trasporto aereo, tra regole di mercato e servizio pubblico. È evidente che la deregulation ha orientato il trasporto aereo al mercato, lasciando ad altra tipologia di mezzi di trasporto l’onere del servizio pubblico, eccezion fatta solo per alcune rotte verso destinazioni logisticamente disagiate che godono di sussidi sotto forma di oneri di servizio pubblico. Ryanair ha sempre coerentemente perseguito una strategia orientata al mercato: essa non fa servizio pubblico, ed è evidente che non è proprio nella filosofia del suo guru Michael O’Leary (in arte Mol), pensare di fare servizio pubblico. 

Ryanair rende un servizio di trasporto a condizioni assolutamente vantaggiose per l’utente e spesso inarrivabili dai suoi competitor perché traslando come nessuno in Europa la strategia di Southwest in Usa sulla leadership di costo si è assicurata un vantaggio competitivo che si sta dimostrando essere sostenibile nel tempo. L’utilità per Ryanair non è pubblica, ma strettamente privata e nello specifico riguarda l’utilità per l’utente di volare verso tante destinazioni europee a tariffe che a volte neanche i treni o altri mezzi di trasporto di pubblica utilità sono in grado di proporre. Ma, ciò detto, le condizioni per il passeggero sono chiare: gli accessori del viaggio sono a pagamento e nulla è incluso nel prezzo del biglietto. 

Il work design di Ryanair è così stringente e super controllato che non ammette deroghe, perché i sistemi gestionali digitali che gestiscono l’operatività della compagnia irlandese non lo consentirebbero. Credo però che pur apprezzando il perfetto meccanismo gestionale che il management di Ryanair è stato in grado di elaborare ed implementare negli anni, non si possa non considerare che quando ci si rivolge a milioni di persone, seppur attraverso un contratto di servizio di natura del tutto privatistica, non si può non tener conto di chi soffre, o di un bambino che potrebbe vivere un'esperienza traumatica su un aereo nel vedere i suoi cari seduti a notevole distanza da lui. Il genio di Mr O’Leary in questo caso tracima nella sregolatezza e non è la prima volta. Sono anni che tratta come dei numeri di matricola i suoi dipendenti, sono anni che prende per i fondelli quella che fu la compagnia di bandiera italiana ben conscio della totale incompetenza dei manager che si sono succeduti alla sua guida, ma si dimentica che quella compagnia oggi è il dramma di quasi 10 mila persone che hanno ben poco da ridere. Mi piacerebbe chiedere a Mol se lui sa cosa significa per esempio avere un figlio autistico e quale dolore possa provare un genitore che vive situazioni irrazionali ed è costretto a passare la sua vita a combattere con l’imponderabilità delle azioni del suo figliolo. Far pagare un supplemento ad un genitore che passa la sua vita ad accudire il suo bimbo sfortunato è un qualcosa che non può avere alcuna giustificazione commerciale; ci sono delle situazioni in cui non ci sono regole, ma a regolare dovrebbe essere la coscienza di ognuno di noi soprattutto di quelli che per mestiere fanno i decision making.

Credo, NdR, che su questa vicenda lei abbia perso, Mr O’Leary. Ha perso quando ha costretto Enac, con il suo nuovo presidente ed il suo direttore generale a dover intervenire per riportarla alla ragione. Lei non avrebbe dovuto permettere che ciò succedesse, perché un genio, come lei ha dimostrato di essere nella sua carriera manageriale, non può cadere in un eccesso di sregolatezza tale, trascinandosi inoltre dietro altri suoi piccoli e spesso mal riusciti imitatori colti anche loro in fallo dall’autorità italiana. Il confine tra la sensibilità umana e quella animale è a volte molto sottile, anche se poi scopri che vi sono alcuni animali molto più sensibili di tanti essere umani, soprattutto di quegli umani la cui vita diventa una continua rincorsa al profitto ed al vil denaro. E, in questa continua rincorsa, spesso si dimenticano che presto o tardi anche a loro succederà di non poter più salire su un aeroplano senza una qualche persona cara che li assista, e che si spera non debba essere costretta a pagare un supplemento per sedersi accanto.

AVIONEWS ritiene doveroso per completezza d'informazione aggiungere alle parole dell'autore del pezzo, che Enac in un comunicato-stampa informava che dal "15 agosto 2021 è entrato in vigore il provvedimento d’urgenza del direttore generale dell’Enac, Alessio Quaranta, per garantire, senza dover pagare alcun supplemento, l'assegnazione gratuita dei posti a sedere ai minori es alle persone a mobilità ridotta vicino ai loro genitori e/o accompagnatori.

La nuova disposizione è stata fortemente voluta dal presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, per dare tutela al diritto alla mobilità di tutti i passeggeri, senza discriminazioni di sorta, ed in particolare ai soggetti più deboli per i quali, per problemi di sicurezza, è necessario assicurare durante il viaggio la vicinanza di genitori e/o degli accompagnatori. 

L’Enac effettuerà la propria vigilanza sulla corretta applicazione del provvedimento, pronto ad irrogare alle compagnie aeree inadempienti sanzioni da 10.000 a 50.000 Euro. In particolare, l’Enac sta facendo riscontri diretti acquistando biglietti aerei di varie compagnie per verificare se le aviolinee si sono adeguate alle diposizioni regolamentaria tutela dei disabili e dei minori. Naturalmente, in questa ipotesi, in caso di inosservanza, l’Enac procederà a sanzionare le compagnie inadempienti senza dover avviare una procedura di contestazione, al contrario di quanto necessario in caso di segnalazione da parte di passeggeri. Anche i passeggeri possono segnalare all’Ente gli eventuali disservizi e il mancato rispetto del provvedimento utilizzando l’apposito modulo on-line 'Segnalazione/Suggerimenti', reperibile nella sezione Diritti dei passeggeri del sito web dell’Enac sulla base dei quali l’Ente realizzerà delle verifiche prima dell’avvio della procedura sanzionatoria".

Sull'argomento vedi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS

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