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Gabrielli (Servizi): "Intelligence Ue è un controsenso"

Il commento alla proposta lanciata da Ursula Von der Leyen

Il futuro della difesa e dell'intelligence comuni europee è contrassegnato da una maggiore cooperazione. Tuttavia, se si guarda la questione nel dettaglio, si scopre una divergenza di vedute tra i Paesi che su queste materie vorrebbero arrivare ad una sovranità dell'Unione europea, e gli Stati che puntano a consorziare le risorse nazionali. Durante un discorso a Bruxelles nei giorni scorsi, il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, aveva detto che "se gli Stati membri della stessa regione non condividono le loro informazioni a livello europeo, siamo destinati a fallire. È essenziale quindi migliorare la cooperazione in materia di intelligence".

Non è del tutto d'accordo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai Servizi segreti, Franco Gabrielli: "Penso che ipotizzare un'intelligence europea significa che non si è capito che cosa è l'intelligence. L'intelligence è presidio della sovranità nazionale. Faccio un esempio: è normale attività che l'intelligence nella ricerca informativa svolga attività non convenzionali, anche commettendo reati, che vengono rigorosamente autorizzati e circoscritti dall'autorità politica. Questo prescrive la legge in Italia, come dappertutto. Ora, mi domando, questa futura intelligence comune a quale soggetto politico dovrebbe fare riferimento? Si dice di una regia europea. E chi dovrebbe fissare le priorità, se poi non c'è un singolo argomento su cui i ventisette governi siano d'accordo?", lo ha dichiarato in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano "La Stampa".

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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