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Ita-Alitalia: i malumori dei partiti sul dossier

La tensione con i sindacati. A rischio l'equilibrio nel Governo

La delicata transizione Ita-Alitalia genera fibrillazioni tra le componenti variegate che animano il Governo Draghi. Ad una settimana dal primo decollo della neonata aviolinea il braccio di ferro tra i vertici della compagnia ed i sindacati, che annunciano ulteriori scioperi, potrebbe alterare il delicato equilibrio dell'attuale Esecutivo.

Il riassorbimento di parte dei lavoratori dall'ex-Alitalia, la continuità del trasporto aereo passeggeri, l'erogazione di una molteplicità di servizi ad esso connessi hanno portato allo scontro frontale con le sigle. Nonostante l'apertura di tavoli interministeriali per trovare una soluzione alla crisi, il malcontento nei confronti del Governo si fa sentire: non solo dall'opposizione di Fratelli d'Italia, ma anche attraverso le frecciate dei principali componenti della maggioranza come il Partito democratico, M5S e Lega.

I malumori sono legati anche alla scelta sulle poltrone: quella dell'attuale presidente esecutivo di Ita sponsorizzato da fidati funzionari del presidente del Consiglio; quella dell'amministratore delegato, Fabio Lazzerini, indicato dal Pd; quella dell'ex-presidente di Ita, Francesco Caio, appoggiato dal M5S. Infine, secondo alcuni parlamentari lo scontro con i lavoratori ed i loro rappresentanti -malgrado Bruxelles imponga che Ita nasca in "discontinuità" con Alitalia, riducendo così gli spazi di manovra- era evitabile: ma le scelte nette di Alfredo Altavilla -dicono- ha reso più difficile il dialogo con i sindacati: siano essi rossi, bianchi o blu.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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