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Aeroporto Perugia: un'opportunità per tutta l'Umbria

Nervi (Fi): "Allargare la governance a Terni, Spoleto, Orvieto e Valnerina"

Il 18 giugno l'aeroporto "San Francesco d'Assisi" di Umbria-Perugia ha riaperto al traffico commerciale. I risultati registrati sul traffico aereo sono davvero buoni: a settembre sono transitati 23.653 passeggeri, in aumento del 51 per cento rispetto al 2020 ed addirittura del 9,5 per cento sul 2019. Ciò ha alimentato il dibattito mai sopito sullo sviluppo dello scalo umbro. A più riprese, infatti, si è discusso di come migliorare i collegamenti regionali con l'aerostazione: dall'autostrada E45 alla futura riapertura della ferrovia centrale umbra. L'obiettivo è quello di innescare opportunità economiche di crescita nel settore del turismo per tutta la Regione. 

"Il San Francesco non è solo l'aeroporto di Perugia ma di tutta l'Umbria. Per questo occorre coinvolgere nella governance anche il ternano, lo spoletino, l'orvietano e la Valnerina". "Sono state miopi le precedenti amministrazioni regionali a considerare l'aeroporto solo una questione perugina. Ora dobbiamo superare i campanilismi e considerarlo per quello che è: l'aeroporto di tutta la regione", .ha dichiarato il deputato di Forza Italia, Raffaele Nevi

Per finanziare il piano della Regione e del gestore Sase si punta ad una ricapitalizzazione attesa per novembre, che vede i Comuni soci tutti favorevoli. Tranne Confindustria. Di questa assenza il politico dice: "Da una parte non credo che un'associazione di categoria debba essere presente in prima persona nel sostegno allo scalo, però sono convinto che debba farsi promotrice nei confronti degli imprenditori suoi associati per incentivare un maggiore protagonismo a favore di questa infrastruttura cruciale per lo sviluppo della Regione e dei territori limitrofi".

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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