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CLARA MOSCHINI

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Vettori aerei temono rincaro carburante

Molte compagnie statunitensi stimano perdite nel quarto trimestre

Il prezzo del petrolio ha raggiunto dei livelli che non si vedevano da alcuni anni e ciò sta avendo un impatto sui bilanci dei vettori aerei di tutto il mondo. Il Brent a 84,85 dollari non si vedeva dal 2020 ed il greggio statunitense Wti (West Texas Intermediate) a 82,55 dollari da sei anni. Dopo la pandemia si profila un nuovo rischio per i conti del quarto trimestre. E questo nonostante la riapertura progressiva delle frontiere ai viaggi internazionali e la ripresa della domanda di collegamenti.

Il terzo trimestre delle compagnie statunitensi si era chiuso all'insegna della ripresa: American Airlines ha segnato il suo primo utile dopo la crisi, ma comprensivi degli aiuti di Stato ricevuti in piena crisi per pagare i dipendenti costretti dalla pandemia a stare a terra, così come buona parte della flotta. Adesso l'aumento del costo del carburante è, insieme al costo del lavoro, tra le voci che rischiano di rendere vani gli sforzi delle aviolinee verso la ripresa. Il timore di un continuo aumento del prezzo del petrolio lo ha avvertito anche la compagnia statunitense Delta Air Lines, che dopo un terzo trimestre in utile, prevede per la fine dell'anno una perdita proprio a causa del costo del carburante. 

Senza contare che la pandemia non è finita: le varianti si moltiplicano in alcuni Paesi -tra cui il Regno Unito ed altri Stati europei- mentre interi continenti come Africa, America Latina, Asia sono a rischio per la carenza dei vaccini. Tutto questo potrebbe scatenare una ondata di cancellazioni delle prenotazioni. È proprio ciò che teme l'aviolinea americana United Airlines. 

Sullo stesso argomento vedi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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