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Airbus e Boeing puntano sulla domanda di voli

Riprendono i collegamenti aerei, ma ci sarebbe un rischio di sovrapproduzione

Gli analisti del costruttore di aeromobili statunitense Boeing e di quello europeo Airbus prevedono che i danni economici inferti dalla pandemia d'ora in avanti non saranno più al centro delle preoccupazioni. Nel senso che adesso quel posto è occupato dal rischio di sovrapproduzione. Questo sì che potrebbe influire negativamente sui conti dei due. Qui le strategie divergono: mentre gli americani puntano sulle consegne veloci, i rivali sulla quantità.

Alla vigilia del "Dubai Air Show", il salone dell'aviazione che termina oggi negli Emirati Arabi Uniti, Airbus ha svelato le sue ultime proiezioni: il produttore europeo si aspetta che il mercato degli aerei commerciali richieda 39.020 nuovi velivoli tra il 2021 ed il 2040. Tuttavia, molte aviolinee sono ancora spaventate dalla pandemia e pensano che il Covid-19 possa avere ancora un impatto potente sui viaggi d'affari. Al contrario, Airbus ritiene che le consegne degli aeromobili torneranno ai livelli pre-pandemia nel giro di due anni, grazie soprattutto alle maggiori commesse registrate nel settore cargo. Anche Boeing ha tagliato la sua previsione di consegne da qui a 20 anni, ma le sue stime restano positive: 43.610 aerei.

Entrambe le industrie confidano sulla sostituzione dei vecchi velivoli più inquinanti. Questo dovrebbe compensare la minore crescita delle flotta in seguito alla pandemia. La domanda di sostituzione già adesso costituisce oltre il 40% delle loro consegne, secondo le stime. La battaglia è appena iniziata. 

Sullo stesso argomento vedi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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