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CLARA MOSCHINI

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Piano tariffario di Londra-Heathrow non convince

Aumenti variabili possono spingere i vettori aerei altrove

La variante del coronavirus ha generato una nuova turbolenza nel settore del trasporto aereo e questo testimonia quanto sia fragile la ripresa. In questo contesto delicato, in cui il mercato vede la ripartenza ma in effetti questa non si traduce ancora in ripresa effettiva, Civil Aviation Authority sta avendo un importante ruolo di arbitro.

Nelle scorse settimane il regolatore aveva impedito al gestore dell'aeroporto di Londra-Heathrow di aumentare le tariffe aeroportuali del 90%. Tuttavia, i dirigenti dello scalo non demordono: le proposte presentate lo scorso mese parlavano di un rialzo compreso tra il 26,5 ed il 78% a partire dalla prossima stagione estiva. Il direttore dello scalo di Londra-Heathrow, John Holland-Kaye, ha sottolineato che l'aeroporto ha perso 3,4 miliardi di sterline a causa della pandemia, quindi adesso mira a riprendersi il prima possibile. 

Tuttavia la situazione non è rosea nemmeno per i vettori aerei. Basti pensare che il gruppo International Airlines Group (Iag) che controlla, fra le altre, l'aviolinea British Airways, ha accumulato altri 5,5 miliardi di Euro durante la pandemia. Heathrow è già "il 44 per cento più costoso dei suoi concorrenti europei", ha sottolineato l'amministratore delegato di Iag, Luis Gallego. Madrid ed Amsterdam sono la metà più care, Parigi fa pagare il 41% in meno, Francoforte il 31%. Per questo motivo, in caso di aumento delle tariffe il dirigente minaccia di spostare i voli verso altri aeroporti europei.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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