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Francia studia riforma aeroporti

Servirà a regolamentare tariffe diritti aeroportuali

La crisi pandemica ha spinto in questi mesi decine di aeroporti francesi a chiedere un intervento dello Stato per regolare le tariffe dei diritti aeroportuali. Sono stati finalmente ascoltati. L'Eliseo si occuperà di fare ordine in questo campo. Lo ha annunciato ministro dei trasporti, Jean-Baptiste Djebbari, in un videomessaggio trasmesso in occasione del congresso annuale dell'Union des Aéroports Français che si è tenuto venerdì scorso.

L'Eliseo si occuperà di studiare una possibile riforma del quadro normativo. L'obiettivo sarebbe quello di permettere agli aeroporti di affrontare i pesanti investimenti necessari per accompagnare la transizione energetica del trasporto aereo. Non solo. Dovrebbe ripensare il modello economico degli scali francesi basato solo sulla crescita continua del traffico. Lo studio della fattibilità della riforma dovrà soppesare i vantaggi e gli svantaggi di due modelli: doppia cassa o cassa unica. Ovvero se considerare separatamente i diritti riscossi per le attività puramente aeroportuali, rispetto alle entrate accessorie (commercio, immobili, parcheggi).

Le compagnie aeree preferiscono generalmente il sistema a fondo unico. Ad oggi gli aeroporti francesi hanno cercato di trovare una via di mezzo. Ora ci si aspetta un intervento dell'Eliseo. Intanto, per tappare i buchi nel bilancio causati dai minori introiti generati dalle tasse aeroportuali, il governo ha fatto sapere che metterà altri 150 milioni di Euro. Non basteranno. Per questo tutti attendono una riforma.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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