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Produzione biocarburante Saf va a rilento

Lo studio: settore aspetta che governi creino domanda fissando obiettivi

I biocarburanti per l'aviazione (Saf, Sustainable Aviation Fuel) sono oggi il più importante strumento su cui si concentrano gli sforzi dell'industria dell'aviazione per ridurre le emissioni dannose di CO2. Si tratta di propellenti prodotti da materie prime agricole e rifiuti alimentari e che in futuro potrebbero essere derivati dalle alghe o dall'idrogeno misto a CO2. Tuttavia i costi elevati di produzione, che arrivano fini a 4 volte quelli del tradizionale cherosene per velivoli, scoraggia le aziende.

È quanto emerge da uno studio francese condotto da Archery Strategy per l'Istituto Montaigne e pubblicato oggi. Secondo gli analisti, l'offerta di Saf resta bassa anche perché il settore aspetta che i governi creino la domanda, fissando gli obiettivi per la miscela di biocarburanti nel cherosene. La stessa tecnica era stata utilizzata dalle aziende automobilistiche in occasione dell'introduzione del biodiesel stradale e ha funzionato. 

Oggi la produzione mondiale di Saf non supera le 100.000 tonnellate, ma i progetti di sviluppo mirano a raggiungere quota 3,6 milioni nel breve periodo, ancora l'1% del fabbisogno totale, sottolineano gli analisti. Tuttavia, secondo alcuni la crescita del settore continuerà ad aumentare i costi a causa della carenza di materie prime (rifiuti alimentari ed agricoli). Per questo motivo c'è già chi studia la produzione di biocarburante a partire da colture concorrenti con gli alimenti umani: su questo punto l'industria aeronautica è unanimemente contraria.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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