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Lo stato attuale dell’aviazione a febbraio del ‘22

In Europa e nel mondo

La prima settimana di febbraio sono stati controllati nell’area di Eurocontrol una media di 17.719 voli giornalieri; il 68% su base 2019. 

Il trend del traffico aereo appare ancora altalenante, seguendo la stagionalità e le più importanti festività. La minore virulenza della variante Omicron e l’alta percentuale di soggetti vaccinati hanno permesso di allentare molte restrizioni ai voli nazionali ed internazionali.

Ryanair resta il primo vettore aereo con una media di 1920 voli giornalieri (se solo O’Leary non fosse così antipatico). Seguono Turkish Airlines con 1003 voli, easyJet con 800, Lufthansa con 720, Air France con 651. Poi Klm 559, British Airways 410, Wizz Air 355.

I flussi di traffico da e per gli Stati europei hanno al momento una flessione pari al 31%, così come gli intercontinentali che si attestano a -36% su base 2019.

Mentre il prezzo del carburante continua ad aumentare, +8% rispetto a gennaio 2022, il settore cargo non conosce requie, aumentando ancora ed attestandosi a +16% su base 2019. Primo operatore per le merci resta Dhl. 

Così anche i voli charter (+17% su base 2019) e la business aviation (+7% su base 2019). È chiaro quindi che la flessione più importante, strutturale per l’intero comparto, è quella delle low-cost (-39%/2019) e dei vettori aerei tradizionali (-41%/2019).

Gli aeroporti più trafficati risultano essere Istanbul, Amsterdam, Parigi-"Charles De Gaulle", Francoforte, Londra, i grossi hub specchio dell’economia dei rispettivi Paesi. "Mutatis mutandis", Italia non pervenuta, con inoltre l’anomalia di Malpensa che si attesta su livelli leggermente superiori a quelli di Fiumicino. Anomalia per anomalia, ricordiamo l’influenza negativa di ITA sulle dinamiche aeronautiche italiane.

A livello mondiale le grandi flessioni europee di traffico (-31%/2019) fanno il paio con quelle cinesi (-36%/2019). Qui inoltre i voli intercontinentali sono letteralmente fermi su percentuali simili ai primi lockdown del 2020 (-73%). 

Gli Stati Uniti sono tornati a fare storia a sé. Il traffico domestico è a solo -13% su base 2019, quello intercontinentale a -23%. Prova di ciò è che la classifica dei primi 40 aeroporti mondiali ne vede 22 sul territorio statunitense; 14 di questi occupano le prime 14 posizioni, poi Medio Oriente, Giappone e Cina.

La prima settimana di febbraio il carburante ha raggiunto i 2,66 dollari a gallone, toccando il suo massimo da settembre 2014. Da marzo 2020, inizio della pandemia, il rialzo è stato di ben 91 centesimi. Se consideriamo che a livello di sostenibilità ambientale le emissioni di CO2 sono diminuite del 25% su base 2019 allora è lecito pensare che sussistano spinte endogene alle trasformazioni energetiche. Qualcuno cioè, "gattopardescamente", spera che tutto cambi perché nulla cambi.

red - 1242523

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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