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CLARA MOSCHINI

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Francia: Sarkozy in stato di fermo

Finanziato da Gheddafi nella corsa all'Eliseo?

Si stringe l'inchiesta sui finanziamenti libici nella campagna elettorale francese del 2007

Lo anticipa in queste ore il quotidiano francese "Le Monde": l'ex-presidente francese Nicholas Sarkozy è stato arrestato stamattina nell'ambito delle indagini sui presunti finanziamenti illeciti da parte della Libia di Gheddafi legati alla campagna elettorale del 2007, quella che portò l'allora e-ministro delle finanze e poi dell'interno, all'Eliseo col mandato di presidente fino al 2012, sconfiggendo nella corsa al secondo turno la rivale Ségolène Royal.

Il fermo è avvenuto a Nanterre, nord-ovest di Parigi, e mente scriviamo "Sarkò" si trova nei locali dell’ufficio anticorruzione della polizia giudiziaria. Sempre in queste ore la gendarmeria sta ascoltando anche come testimone l'ex-braccio destro ed ex-ministro degli interni di Sarkozy, Brice Hortefeux.

L'inchiesta

Tutto ha avuto inizio da un'inchiesta avviata in seguito alla pubblicazione da parte di "Mediapart" sul suo sito web nel maggio 2012, di un documento libico che parlava dei finanziamenti erogati dal rais Mu'ammar Gheddafi a Sarkozy nella corsa alle presidenziali del 2007. I contenuti del documento furono poi avvalorati dalla testimonianza dell'uomo d’affari -nonché intermediario per il mercato internazionale delle armi- franco-libanese Ziad Takieddine, che nel novembre del 2016 dichiarò di aver consegnato in Francia ad inizio 2007  cinque milioni di Euro in contanti provenienti da Tripoli, direttamente nelle mani dell’allora direttore di campagna di Sarkozy, Claude Guéant, che diventò poi segretario generale della presidenza della repubblica francese al fianco del neo-eletto Sarkozy.

Non finisce qui: sempre secondo "Le Monde" un quaderno appartenuto all'ex-ministro libico del petrolio  Choukri Ghanem, ritrovato morto in circostanze mai chiarite  nelle acque viennesi del Danubio ad aprile del 2012, conteneva appunti circa milioni di Euro che la Libia avrebbe versato a Sarkozy all’inizio del 2007. Ghanem venne ritrovato cadavere tra il primo ed il secondo turno delle presidenziali francesi.

Infine c'è la recente dichiarazione resa dall'incaricato delle relazioni economiche tra Libia e Francia, Bechir Saleh, al quotidiano francese dopo essere stato ferito a colpi di pistola a Johannesburg, in Sud-Africa: "Gheddafi ha detto di avere finanziato Sarkozy. Sarkozy ha detto di non essere stato finanziato. Credo più a Gheddafi che a Sarkozy".


La fine del regime di Gheddafi

Nel 2011 la decisione di rovesciare il regime di Gheddafi con una determinatezza senza precedenti fu presa proprio da Sarkozy, spalleggiato dal Regno Unito di Tony Blair, dalla Nato e quindi da una titubante ma obbediente Italia, che acconsentì a concedere il suo territorio ed il suo spazio aereo alla "nuova crociata" contro i suoi stessi interessi (i due terzi delle concessioni petrolifere in terra libica erano dell'Eni, che aveva investito somme considerevoli in infrastrutture ed impianti di estrazione, trattamento e stoccaggio di gas e petrolio la cui destinazione principale era proprio il Bel Paese). In seguito si sarebbe aggiunta l'America di Obama.

Allo scoppio delle ostilità l'Italia mobilitò e rischierò 200 uomini dell'aviazione e 1000 marinai. Il governo italiano fornì alla coalizione internazionale impegnata nelle incursioni l'appoggio logistico e strategico di sette basi aeree sul proprio territorio. Il centro di comando e coordinamento delle operazioni alleate fu stabilito sull'aeroporto di Napoli-Capodichino. Concesso anche l'aeroporto militare di Trapani-Birgi.  Venne impiegato anche l'aeroporto militare di Amendola, dove vennero armati gli aerei cacciabombardieri AMX e aeromobili a pilotaggio remoto Predator,  e la base di Gioia del Colle che ospitò gli Eurofighter; a queste infine si aggiunsero la stazione aeronavale di Sigonella, Aviano, Decimomannu e Pantelleria, la più prossima alla Libia. All'appoggio aereo si aggiunse il dispositivo navale italiano, già da giorni pienamente operativo. E si era solo al primo giorno del conflitto che portò all'uccisione di Gheddafi.

Era il 20 ottobre del 2011, ed il Mu'ammar fu deposto e trovò la morte in seguito all'intervento militare di una coalizione capitanata proprio da Sarkozy, l'uomo -se l'inchiesta lo dimostrerà-  salito all'Eliseo grazie anche ai soldi del rais libico.

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