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CLARA MOSCHINI

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Usa, GB, Francia: raid contro la Siria -3 VIDEO

Lo scacchiere internazionale delle fazioni si delinea

Usa, Francia, Gran Bretagna col plauso dell'Occidente, di Germania e di Israele. Russia ed Iran con Hassad. Turchia tentenna

Colpiti un centro di ricerca nel centro di Damasco, un impianto di ritenuto di stoccaggio di armi chimiche ad ovest di Homs,  una seconda struttura nelle vicinanze, sempre contenente armi chimiche ed equipaggiamenti, questi gli obiettivi dell'attacco che gli Usa hanno portato alle 21 di ieri ora di Washington (le 3 del mattino in Italia) contro la Siria. Circa 100 i missili impiegati secondo una nota diramata dal Pentagono; i danni sono limitati, informa invece il regime di Damasco.

E' trascorsa una settimana dall'attacco del 7 aprile scorso con gas chimici a Douma che ha scatenato la dura reazione di Trump e di parte del mondo occidentale.  E il presidente americano ha mantenuto quanto promesso (vedasi notizia AVIONEWS collegata), stanotte ora europea con il sostegno militare di Gran Bretagna e Francia. "Il nostro obiettivo è distruggere le capacità di lanciare armi chimiche del regime siriano", ha detto il presidente in diretta televisiva alle 21 ora di Washington, aggiungendo "andremo avanti il tempo necessario per distruggere le loro capacità", riferendosi ovviamente ad Assad ed al suo alleato russo Putin. Mosca non è stata preventivamente informata dell'attacco contro il regime del presidente siriano Bashar al Assad . Ma i bersagli "sono stati specificamente individuati" per evitare di colpire presidi con forze russe in Siria,  ha precisato il capo degli stati maggiori congiunti americano, Joseph Dunford, durante una conferenza-stampa dopo il raid. Piccolo giallo sul fatto che Mosca sia stata preavvertita a no: la portavoce francese Florence Parly smentendo l'America  ha sostenuto che la Russia è stata allertata in anticipo. 

Contemporaneamente a Londra la premierTheresa May dichiarava: "non c'erano alternative all'uso della forza". In una nota  il primo ministro inglese ha fatto sapere: "Ho ordinato alle forze britanniche di condurre attacchi coordinati e mirati per ridurre il potenziale dell'armamento chimico del regime siriano e dissuaderne l'uso. Dobbiamo fermare l'arsenale chimico siriano".

Sembra che per il raid siano stati utilizzati missili da crociera lanciati da unità navali o da sommergili. Macron ha mandato in campo aerei caccia di produzione francese Rafale. La Gran Bretagna quattro Tornado Gr4 della Raf e missili Storm Shadow decollati prevedibilmente dalla base cipriota di Akrotiri, che hanno messo a segno l'operazione contro l'installazione vicino Homs. Gli Usa una nave da guerra stazionata nel Mar Rosso e bombardieri americani B-1. 

Damasco ha usato un sistema di difesa terra-aria di fabbricazione sovietica, ha fatto sapere Mosca. In particolare, ha dispiegato sistemi missilistici terra-aria "costruiti circa 30 anni fa in Unione Sovietica", gli S-125, S-200, Buk e Kvadrat. Secondo il ministero della difesa russo l'aeroporto militare siriano Al-Dumayr, situato a 40 km a nord-est di Damasco, è stato attaccato da 12 missili da crociera e "tutti i missili sono stati intercettati".

Dura la risposta del Cremlino. L'ambasciatore russo negli Usa Anatoly Antonov ha avvertito: "quello che è successo non sarà senza conseguenze".Le forze aeree difensive russe sono state messe in stato di combattimento. L'Occidente ha delineato uno scenario precostituito.Ci sarà una riposta. Vladimir Putin, che ha intenzione di chiedere una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu ha definito l'attacco come un "atto di aggressione" contro un Paese che sta combattendo il terrorismo sul suo territorio. 

Nel suo discorso Trump oltre alla Russia ha fatto riferimento anche all'Iran poiché insieme hanno sviluppato materiali ed offerto assistenza con migliaia di uomini ad Assad; "Mosca dovrebbe cessare il suo appoggio sinistro ad Assad, che ha tradito le sue promesse sull'eliminazione delle armi chimiche". 

Dal governo di Teheran è arrivato l'appoggio al regime siriano. E la dichiarazione: " L'accaduto porterà  a destabilizzare l'area mediorientale". 

La Turchia, contesa fra Russia e America tentenna come il suo solito: troppi gli interessi per schierarsi apertamente contro la Russia. Troppi gli interessi contrari. Si mette in una posizione intermedia limitando a definire gli attacchi "appropriati".  Israele, vista la posizione dell'Iran, e la sua amicizia con gli Stati Uniti, non poteva che schierarsi a favore del raid:  "La Siria continua a fare da base e a mettere in pratica azioni omicide", ha detto Tel Aviv, chiarendo tuttavia che difficilmente l'attacco cambierà la politica americana, considerato che Trump ha già annunciato l'intenzione di ritirare gli uomini presenti in Siria.

La Germania si schiera a favore dei suoi partner tradizionali, benché insista su un'azione politica e diplomatica confermando la sua intenzione espressa nei giorni scorsi di non voler aderire militarmente.

"L'Occidente ha agito dopo aver perso il controllo del conflitto siriano", ha detto Aassad

Nei video in basso, il discorso pronunciato da Trump che annuncia il raid; quello della britannica May; l'attacco:





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