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CLARA MOSCHINI

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Alitalia: Tria ha avvertito indirettamente sui rischi dell'operazione?

Preferenza per il mercato piuttosto che per la presenza statale

Quanto detto ieri dal ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria ha in parte smentito quella che sarebbe l'indicazione del vicepremier, ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio riguardo al futuro del vettore aereo Alitalia. Chi vorrebbe una compagnia di bandiera e di fatto nazionalizzata potrebbe trovare l'opposizione del dicastero che sarebbe impegnato nell'acquisizione di una larga parte di azioni della newco, a giudicare dalle dichiarazioni di Tria alla Camera dei deputati l'idea prevalente sarebbe quella di inserirla in una logica di mercato.

I motivi sono sia economici sia normativi ma se i secondi potrebbero essere risolvibili facilmente qualora la Commissione europea desse il suo avallo all'ingresso dello Stato in Alitalia (sulla base del fatto che lo Stato francese è presente in Air France), gli aspetti economici sono ben più complicati e intricati. In primo luogo dovrebbe essere trasformato il prestito ponte da 900 milioni di Euro in azioni di Alitalia, in secondo luogo le aziende pubbliche impegnate (su tutte Ferrovie dello Stato) e il Mef dovrebbero impiegare capitali propri -quindi statali- per effettuare alcuni investimenti per modernizzare la flotta di aerei a lungo e medio raggio. 

La portata dell'esborso economico, e se ci sarà, dipende principalmente dall'incontro di oggi tra Fs, Delta ed easyJet, dal quale dovrebbe iniziare a scaturire una prima bozza di piano industriale e della composizione dell'azionariato di Alitalia, specialmente la presenza dei due partner internazionali. Entro la fine di marzo, comunque, dovrebbe arrivare una risposta a molti dei dubbi che vengono legittimamente avanzati sul futuro di Alitalia. Sullo sfondo rimangono anche gli aspetti finanziari di un'Italia che è entrata in recessione nell'ultimo trimestre del 2018 e la crescita prevista per il 2019 è praticamente pari a "0"; esporre lo Stato e un'azienda pubblica in salute come Ferrovie dello Stato in Alitalia potrebbe non essere così conveniente come auspicato da Di Maio e le parole di ieri di Tria potrebbero nascondere anche un avvertimento indiretto alla compagine di Governo.

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