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CLARA MOSCHINI

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Putin propone alla Duma la sospensione del Trattato Inf

Sulla distruzione dei missili balistici a medio e corto raggio. Ma già Trump voleva uscirne

Secondo quanto riporta la stampa locale il presidente russo Vladimir Putin ha presentato alla Duma di Stato una proposta di legge sulla sospensione anche da parte di Mosca del Trattato Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty, o Trattato di Washington), ovvero l'intesa sull'eliminazione dei missili a medio e corto raggio (1000-5500 chilometri), siglata l'8 dicembre 1987 dagli allora presidenti delle superpotenze Usa-Unione Sovietica Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov

A renderlo noto in una conferenza-stampa è stato in queste ore il presidente della camera bassa del parlamento Vyacheslav Volodin. La prima lettura del documento, precisa questi, è già in programma per il prossimo 18 giugno. Se adottata, la legge entrerà in vigore dalla data di pubblicazione. Le parti allora si impegnarono a  distruggere tutti i missili balistici e da crociera basati a terra presenti all'epoca nel loro arsenale,  e di non produrne, testarne e svilupparne altri in futuro. In ottemperanza agli impegni del Trattato, l’Unione Sovietica ne distrusse 1846, gli Stati Uniti 846. 

Già nell'ottobre scorso però l'attuale  presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciò che Washington si sarebbe ritirata dal Trattato Inf ritenendo che Mosca non stava rispettando i suoi obblighi, senza tuttavia, scrive la russa "Ria Novosti", fornire prove circa la violazione dell'intesa. Il segretario di Stato  Mike Pompeo diede dunque alla Russia due mesi per "riappropriarsi" dei termini dell'accordo. In particolare, gli Stati Uniti insistono sul fatto che la Russia abbandoni il missile 9M729 (SSC-8), la cui portata, secondo Washington, viola le disposizioni dell'Inf.

Mosca ribatte che sono accuse infondate, sottolineando che il missile non è stato sviluppato o testato per una corta o media gittata. Anzi, accusa a sua volta Washington, che a suo parere  starebbe schierando a terra in due basi militari in Romania e in Polonia installazioni in grado di lanciare missili da crociera tipo Tomahawk, vietati dall'accordo. Inoltre sempre a detta di Mosca gli Stati Uniti starebbero sviluppando aerei droni d'attacco e finanziando ricerche per la progettazione di  missili da crociera basati a terra di nuova generazione. 

Sull'argomento vedasi anche AVIONEWS 1 e 2.

ClaMos - 1221893

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