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CLARA MOSCHINI

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Question time (2). Toninelli risponde su ruolo di Atlantia nel rilancio Alitalia

Oggi a Montecitorio -RISPOSTA ed ATTO

Si è svolto oggi, mercoledì 17 luglio alle 15, il question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall'Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento.

Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, ha risposto all'interrogazione sul ruolo di Atlantia nel rilancio di Alitalia, nonché in merito al piano industriale ed alle prospettive occupazionali del vettore aereo (Paita – PD).

Sull'argomento vedi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS.

AVIONEWS riporta il testo integrale della risposta del ministro sulla questione Atlantia-Alitalia al relativo atto parlamentare.

"Oggetto: question time n. 3-00878 onorevole Paita ed altri (PD).

Quando il nostro Governo si insediava era già passato un anno dal commissariamento di Alitalia, che non aveva ancora portato alcuna soluzione se non vari ultimatum forse più contro i lavoratori che per una soluzione concreta. Un modus operandi che dava la netta impressione di non aver il coraggio di sfidare un sistema molto forte e consolidato che invece di sfruttare positivamente un mercato florido, ha solo trovato il modo di usare un asset così importante sempre per altri interessi non connessi al profitto ed alla buona gestione.

Dal precedente Governo abbiamo ereditato 900 milioni di prestito con una triade di commissari ben remunerati e una cassa ancora in perdita strutturale. Insomma, una situazione mai risanata che avrebbe certamente spinto chi l’ha creata a un’ulteriore svendita degli asset della compagnia nazionale, con la perdita di altri pezzi di grande valore del nostro mercato. Una dimostrazione di scarsa consapevolezza del funzionamento del settore del trasporto aereo e della guerra commerciale dei cieli in corso per mano dei tre colossi, Lufthansa, Air France e British. Colossi ben difesi dai rispettivi Paesi.

Alitalia ha subito, da 20 anni almeno, l’attacco di un branco famelico di affaristi che l’hanno spolpata e smembrata per mera miopia politica, disinteresse nel settore o, nella peggiore ipotesi, con dolo. A scapito dei dipendenti e dell'indotto.

Abbiamo subito raccolto questa pesante eredità e abbiamo cambiato radicalmente approccio. Siamo partiti dall’idea della creazione di un grande polo intermodale, in cui trasporto aereo e ferroviario potessero integrarsi fino ad arrivare, tra l’altro, al biglietto unico. Non si poteva che iniziare da Fs: lo scorso 15 luglio il consiglio di amministrazione delle Ferrovie, esaminate le manifestazioni di interesse ricevute, ha ritenuto di concentrarsi sulla negoziazione con coloro che, allo stato, sembrano fornire all'operazione maggiori chance di positiva conclusione. Il cda, al pari di qualsiasi organo gestorio investito normativamente e statutariamente di tale compito, ha quindi valutato autonomamente, con indipendenza e da un punto di vista tecnico, industriale e finanziario, tutte le offerte o manifestazioni di interesse pervenute alla propria attenzione, e liberamente ha ritenuto di selezionare Atlantia quale partner da affiancare a Delta ed al ministero dell’Economia e delle finanze per l’operazione Alitalia. Fs ha portato avanti delle interlocuzioni a livello industriale, non politico, e Mediobanca ha valutato che Atlantia potrebbe avere i requisiti per far parte del consorzio definitivo che dovrebbe dare un nuovo futuro alla compagnia.

Nella holding Atlantia, ricordiamolo, vi è pure AdR –Aeroporti di Roma che oggi ha finalmente occasione di dimostrare davvero di voler far sistema, supportando sempre meglio, a livello operativo, la compagnia che copre gran parte dei voli sull'aeroporto di Fiumicino.

Noi dobbiamo mirare a fare sistema, non a sovrapporre questioni che rimangono del tutto separate, perché se si pensa di usare Alitalia per arrivare ad altro, lo abbiamo sempre detto, si è sbagliato schema.

Comincia ora un attento lavoro che avrà ad oggetto, anzitutto, il piano industriale della nuova realtà societaria, che valuteremo al termine della sua elaborazione e che vedrà il necessario coinvolgimento dei nuovi partner e la necessaria partecipazione delle parti sindacali.

Piano industriale che, come già detto in varie occasioni dal ministro Luigi Di Maio, dovrà rilanciare concretamente ed efficacemente la compagnia aerea nel medio-lungo termine e garantire la più ampia tutela possibile dei livelli occupazionali".

Sotto, il testo dell'interrogazione parlamentare:

"Al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti.

Per sapere, premesso che:

domenica 14 luglio 2019, alle ore 18, sono giunte a Mediobanca, advisor di Ferrovie dello Stato italiane nel 'Progetto Az', le comunicazioni di interesse del gruppo Toto, di Gregor Efromovich, azionista della compagnia sud-americana Avianca, del proprietario della Ss Lazio Claudio Lotito e del gruppo Atlantia della famiglia Benetton;

i suddetti soggetti si erano candidati per far parte della newco per il salvataggio di Alitalia;

Ferrovie dello Stato italiane, in data 15 luglio 2019, ha individuato proprio in Atlantia il partner da affiancare a Ferrovie dello Stato italiane, ministero dell'Economia e delle finanze e Delta;

da settimane Atlantia, concessionaria di Autostrade, era stata individuata e sollecitata quale soggetto per completare la cordata della nuova società per il salvataggio e rilancio di Alitalia, nonostante smentite e dichiarazioni molto forti da parte di alcuni esponenti del Governo;

il ministro dello Sviluppo economico, titolare del tavolo di trattative, in data 27 giugno 2019 aveva dichiarato 'Atlantia è decotta', 'faranno precipitare gli aerei'; lo stesso ministro il giorno dopo, riferendosi sempre al gruppo Atlantia ed in relazione al crollo del Ponte Morandi, ha affermato che quelle persone sono morte perché Autostrade per l'Italia non ha fatto manutenzione;

il ministro interrogato, in data 3 luglio 2019, ha dichiarato, 'non c'è alternativa alla revoca, totale, della concessione ad Autostrade';

in questo tourbillon di dichiarazioni, che meriterebbero di essere 'attenzionate' dagli organi di vigilanza e dalle autorità indipendenti, vi è una verità e cioè che il Governo ha avuto un anno per istruire una possibile soluzione ed individuare un piano industriale credibile, impegnando anche risorse pubbliche, senza produrre risultati effettivi, con lo Stato che ogni giorno sarà costretto a pagare un milione di euro per ripagare i debiti e con le Ferrovie dello Stato italiane costrette a penalizzare i pendolari;

i contorni della vertenza rimangono fragili e oscuri con la necessità di fare adeguata chiarezza, prima del mese di settembre 2019, perché nel frattempo si susseguono voci di possibili esuberi, ridimensionamento di personale e di rotte che alimentano una legittima preoccupazione da parte di sindacati e lavoratori–:

se il ministro interrogato condivida il giudizio su Atlantia quale azienda 'decotta', come ritenga, con queste premesse, che tale ingresso possa essere utile al rilancio di Alitalia ed, in questo ambito, quali siano il piano industriale e le prospettive occupazionali e relative a slot e scali per i lavoratori del vettore aereo". (3-00878)

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