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CLARA MOSCHINI

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La sete di potere fa dimenticare i problemi reali degli italiani

La politica trascura i problemi quotidiani delle famiglie

Da una decina di giorni un partito di governo ha presentato la sfiducia al governo ma finora non si è dimesso nessuno, nemmeno un sottosegretario. Ci possiamo sentire autorizzati a pensare che sono tanto bravi che, pur stando al governo, non sanno nemmeno aprire una crisi di governo.

Intanto in questo momento gli italiani stanno vivendo l'incubo di una nuova, forte, recessione economica che non consente di guardare con serenità al futuro. Lo spread è in aumento e questo significa un più alto costo del denaro per le famiglie e per le imprese, è molto probabile un prossimo aumento dell'Iva di tre punti percentuali, gli appalti sono fermi, i posti di lavoro diventano cassa integrazione (raddoppiata nell'ultimo anno) o finiscono con licenziamenti, il Pil del Paese (la ricchezza prodotta) continua a scendere, numerose aziende, anche grandi, sono sull'orlo della chiusura.

In questo quadro, fra i vari settori in crisi, c'è anche quello del trasporto aereo. Alitalia e Air Italy stanno vivendo una profonda crisi e anche gli aeroporti non si sentono tanto bene. Per quanto riguarda Air Italy non si capisce ancora il piano industriale e la strategia; l'ultimo bilancio ha battuto il record di perdite che per anni è stato detenuto dall'ex Ad Scaramella. Per non parlare dei contratti di Leasing che legano la compagnia aerea con la controllante Quatar Airways. Speriamo che non ci sia una ennesima brutta sorpresa per i dipendenti come fu quella di Ethiad.

A metà settembre scade il termine per rendere vincolante (oppure no) l'offerta per Alitalia. Alitalia è diventata ormai la compagnia più reietta dell'Europa proprio per colpa delle promesse non mantenute da parte del governo. Oggi non è ancora chiaro se Delta (di cui non si sa se c'è un impegno irrevocabile) e Atlantia (della quale non risulta un impegno irrevocabile) saranno della partita. Sembra che nessuno voglia Alitalia se non con il "prendo due pago uno". A settembre prossimo saremo al punto di non ritorno. Il Governo dovrà prendere una decisione definitiva perché la cassa della compagnia e' sempre più a secco. Non possono più esserci rinvii e neanche promesse da campagna elettorale. Quale Governo e quale ministro prenderà una decisione? I sindacati hanno indetto uno sciopero per il 26 di settembre e promettono battaglia se Alitalia non esce dal baratro. Intanto Lufthansa sta a guardare ed aspetta. Le Ferrovie conquistano una importante gara per la gestione di parte del trasporto ferroviario inglese. Non si hanno notizie quantomeno sulla formazione della Newco della nuova AZ, sul piano industriale, e sul numero degli esuberi. Nessuno parla più del futuro di Alitalia e dei suoi 11 mila lavoratori. Dopo mesi di proroghe e di rinvii per Alitalia sta arrivando il "redde rationem". I due vicepresidenti del consiglio dovrebbero su due piedi ritirarsi in buon ordine per l'incapacità politica dimostrata non risolvendo i problemi concreti di tutti gli italiani.

Red - 1223701

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