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CLARA MOSCHINI

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Attacchi con aerei droni mettono in ginocchio Arabia Saudita

Colpiti gli impianti petroliferi di Aramco con un balzo dei prezzi record

I ribelli Houthi hanno colpito tramite aerei droni gli impianti petroliferi di Aramco in Arabia Saudita, ed al Paese potrebbero servire settimane per tornare alla piena capacità di approvvigionamento dell'oro nero. Questa situazione sta comportando delle ripercussioni devastanti sul mercato del greggio con un balzo senza precedenti dei prezzi dovuto alla perdita di produzione di 5,7 milioni di barili di petrolio al giorno, ed ha risvegliato lo spettro di drammatiche escalation in Medio Oriente: gli Stati Uniti, prima che il gruppo armato degli Houthi rivendicasse gli attacchi, hanno incolpato inizialmente l'Iran di essere responsabile degli attentati, ma la Repubblica islamica ha respinto le accuse ed anche l'Iraq ha negato ogni tipo di correlazione. Trump aveva già annunciato a luglio di essere pronto a reagire in caso Teheran avesse offeso l'Arabia Saudita (vedi AVIONEWS).

Il portavoce del ministro degli esteri iraniano Abbas Mousavi ha dichiarato: “Le accuse sterili ed indiscriminate da parte degli americani sono incomprensibili ed insensate, utili solamente per preparare il terreno ad una serie di misure ostili in futuro. Gli Usa hanno adottato una politica di ‘massima pressione’, che si è trasformata in una politica di ‘massimi inganni’ in seguito ai loro fallimenti”.

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