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CLARA MOSCHINI

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Alitalia non si vende più (2). Dl: si scrive trasporto aereo, si legge Alitalia

Covid-19 evita al Governo l'indispensabile dibattito parlamentare /ALLEGATA bozza Dl

Un decreto che pare incentrato sulla problematica Alitalia e sulle compagnie aeree, e che sembra lasciare scoperte tutte le altre componenti del sistema trasporto aereo

Il decreto di oggi, 16 marzo, riguardante le “ulteriori misure per fronteggiare l'emergenza derivante dalla diffusione del CIV 19” ha preso in esame anche il settore del trasporto aereo specificando che “l’epidemia da Covid-19 è formalmente riconosciuta come calamità naturale ed evento eccezionale, ai sensi dell’articolo 107, comma 2, lettera b), del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea. Un formalismo legale per dire che sono autorizzate misure in deroga alle normative vigenti. L'articolo 76 dedicato proprio alle “Misure urgenti per il trasporto aereo” appare però molto orientato a tematiche  vecchie di mesi se non di anni e che rispondono al nome di Alitalia piuttosto che interessarsi dell'intero comparto che pure sta soffrendo più di altri gli effetti di questa epidemia.

Non è il momento di innescare polemiche e siamo certi che queste misure saranno integrate in beve tempo da altre, ma certo il documento dà l'impressione di concentrarsi su un solo segmento del “sistema trasporto aereo”. Ecco i dettagli.

Il Para 2 dell'art,. 76 cita espressamente che "alle imprese titolari di licenza di trasporto aereo di passeggeri rilasciata dall''Enac [...] che esercitano oneri di servizio pubblico sono riconosciute [...] ". In pratica si tratta appunto solo delle compagnie che effettuano trasporto-passeggeri e che hanno tra le loro rotte quelle considerate disagiate. Ma sappiamo bene che il “sistema del trasporto aereo” (per questo si chiama “sistema”) non è composto solo da quelle compagnie. Ci sono decine di altre imprese senza le quali le prime non potrebbero operare e che sono in netta difficoltà e del quale il decreto non sembra assolutamente interessarsi. Parliamo delle società che gestiscono gli aeroporti, delle aziende che si interessano del movimento dei bagagli oppure della movimentazione dei passeggeri all'interno degli stessi aeroporti. A tutte queste la prima parte dell'articolo  sembra non dare alcuna speranza.

Gettato un velo di equanimità e condivisione con questi primi due paragrafi, l'articolo si rivolge poi ad un grande problema del Governo che va ben aldilà  e  ha radici ben più profonde del pur tragico Covid-19: il destino di Alitalia.

In pratica con le parole inserite nel decreto, la cui bozza AVIONEWS pubblica integralmente in basso a questa news, il commissario straordinario in carica al momento è autorizzato a costituire una nuova società “interamente controllata dal ministero dell'Economia e delle finanze”  o (nel caso si reperiscano interessati NdR) “controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta”.

In pratica il commissario ha mano libera, secondo le indicazioni che riceverà separatamente dal Governo, per operare come ritiene meglio.

Il paragrafo 4 stabilisce quali siano le “modalità per la stesura dell'atto costitutivo della nuova società, l'oggetto sociale, lo statuto, il capitale sociale iniziale, e per la nomina degli organi sociali”. Il tutto in deroga alle disposizioni vigenti in materia. Ancora una volta un atto autonomo inattaccabile, se non dal punto di vista penale. Senza alcun confronto parlamentare su un tema che in futuro, finita l'emergenza, potremo ritrovarci sui nostri conti.

Lo stesso articolo al paragrafo 7 cita la disponibilità finanziaria in 600 milioni di euro per l'anno 2020.

Un articolo centrato sulla problematica Alitalia che sembra lasciare scoperte tutte le altre componenti del sistema trasporto aereo a cominciare dalle dotazioni di Enac, Ente nazuonale aviazione civile, per finire ai bilanci di Enav, società assistenza volo, che indubbiamente sta subendo un danno rilevante dalla mancanza di voli nazionali e internazionali.

Ben vengano le predisposizioni per forze dell'ordine e forze armate, ma il personale Enac, che pure ha dovuto affrontare tematiche nuove ed emergenziali, non deve veder riconosciuto il proprio impegno e i rischi connessi?

Ci chiediamo:  il sistema del trasporto aereo è fatto solo dalle compagnie che trasportano passeggeri?

I maggiori esperti dicono di no.

E' composto da molti altri elementi che concorrono e consentono a quei vettori aerei di operare... sia direttamente, mettendo a disposizione, ad esempio, scali opportuni, funzionali e con adeguato personale, sia indirettamente, preparando personale come fanno le tante scuole di volo delle quali nessuno mai parla.  E chi fa trasporto di merci e posta?

Ambiti, forse, meno finanziariamente rilevanti, dimenticati che non godono di appoggi politici e che vengono regolarmente ignorati da qualsiasi legislazione con esiti negativi per tutto il Paese. Forse il Governo intenderà supportare queste altre componenti del trasporto aereo altrettanto utili e importanti con altre parti del decreto, ma certo questo non è molto evidente né facile da comprendere.  Specialmente Enav  risulta particolarmente colpita, perché deve continuare ad assicurare la  gestione dello spazio aereo nazionale in mancanza di voli che garantiscano introiti.

Certo ci sono gli interventi per il personale che non lavora, ma quelli che invece devono lavorare pur non avendo traffico cosa faranno?

Sul Dl vedasi anche notizia AVIONEWS

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