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CLARA MOSCHINI

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Eurocontrol sostiene un asse pubblico-privato sul Saf

Entro 2025 e 2050 potrebbero essere disponibili almeno 12 nuove tipologie

Di recente il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha fatto sua la proposta di ridurre del 20% le emissioni nocive prodotte dall'intero settore del trasporto aereo entro il 2030. L'iniziativa è ferma al Congresso degli Stati Uniti. Tuttavia, la svolta potrebbe arrivare dalle società private, alle prese con il rincaro del prezzo del petrolio che potrebbe che accelerare la transizione verso l'utilizzo di soluzioni meno inquinanti. 

Nell'ultimo report di Eurocontrol, l'organizzazione intergovernativa che si occupa dell'efficientamento del sistema di controllo del traffico aereo nel Vecchio continente, si stima che tra il 2025 ed il 2050 potrebbero essere disponibili almeno 12 nuove tipologie di velivoli: dai piccoli aerei elettrici ad aeromobili ibridi (batteria e carburante). Tuttavia l'adeguamento comporterà ingenti investimenti. Pertanto, la soluzione più immediata deve riguardare i più inquinanti aeromobili che operano servizio di trasporto-passeggeri. 

"Il Saf (Sustainable Aviation Fuel, NdR) non è la soluzione, ma rappresenta uno step intermedio. Già oggi il suo uso ha un impatto climatico. Il problema è come renderlo più conveniente rispetto al carburante tradizionale e di certo l'incentivo fiscale aiuta", sottolinea Diego Babuder, senior First Officer della compagnia aerea britannica easyJet. 

Oltre al biocarburante al momento "non ci sono -aggiunge- molte tecnologie green disponibili. Airbus lavora sul progetto di un aereo alimentato ad idrogeno, di cui EasyJet è partner, ma il prototipo è previsto che veda la luce entro il 2035". Tuttavia, rispetto al cherosene il propellente Saf costa 4 volte di più e la sua produzione può arrivare a coprire solo il 15% dell'eventuale domanda del settore.

Eurocontrol ha calcolato che il biocarburante per aviazione prodotto dai rifiuti e da oli vegetali, incide sulla riduzione di Co2 per il 44%, mentre i velivoli elettrici o ad idrogeno solo per il 2%. Per questo motivo l'organizzazione europea consiglia che "il settore dell'aviazione ed i governi lavorino insieme per studiare incentivi a sostegno degli investimenti necessari per raggiungere l'obiettivo del 2050".

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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